Behind the Meter (BTM): che cos’è e come funziona nel settore energetico

Behind the Meter (BTM) è un termine utilizzato nel settore elettrico per descrivere apparecchiature, risorse e consumi situati sul lato dell’utente rispetto al contatore elettrico. In altre parole, si tratta di asset installati all’interno dell’impianto del consumatore, il cui funzionamento incide innanzitutto sui suoi consumi, sulla potenza richiesta o sulla bolletta, prima di interagire con la rete pubblica.

Un sistema BTM può essere semplice come un impianto solare sul tetto di un’abitazione oppure complesso come una fabbrica con fotovoltaico, BESS, colonnine di ricarica per veicoli elettrici, carichi flessibili e un EMS incaricato di ottimizzare quando consumare, immagazzinare o esportare energia.

L’idea chiave è la posizione rispetto al punto di misura. Se l’asset si trova dietro il contatore del cliente, si parla di Behind the Meter; se è collegato direttamente alla rete elettrica sul lato della utility o dell’operatore, si parla generalmente di Front of the Meter (FTM).

BTM non è neppure sinonimo di autoconsumo. Il concetto di autoconsumo è una delle sue applicazioni più comuni, ma dietro il contatore possono trovarsi anche batterie caricate dalla rete, sistemi di risposta della domanda, pompe di calore, veicoli elettrici o apparecchiature industriali controllabili.

Come funziona un sistema Behind the Meter?

Per comprendere Behind the Meter, è utile immaginare il contatore come il confine tra due mondi. Da un lato si trovano la rete di distribuzione, il fornitore di energia e il sistema elettrico; dall’altro vi sono l’impianto interno del consumatore e le risorse che può controllare.

Rete elettrica → Contatore → Consumo + Solare + BESS + VE + Carichi flessibili

Se una fabbrica consuma 1 MW e il suo impianto fotovoltaico produce 400 kW, il contatore registrerà circa 600 kW importati dalla rete, trascurando le perdite e altri effetti. Se dispone anche di una batteria che eroga 200 kW in scarica, l’importazione può ridursi a circa 400 kW. Il valore BTM nasce proprio dal fatto che queste risorse modificano gli scambi del consumatore con la rete.

La Commissione europea utilizza il concetto di behind-the-meter self-consumption per descrivere forme di autoconsumo in cui l’elettricità rinnovabile viene consumata localmente prima di attraversare il punto di misura. La sua documentazione più recente sull’autoconsumo considera anche il ruolo dell’accumulo, del riscaldamento intelligente e della ricarica bidirezionale dei veicoli elettrici come strumenti per ottimizzare il consumo locale. Commissione europea.

Quali asset possono essere Behind the Meter?

Behind the Meter non definisce una tecnologia specifica, bensì una posizione all’interno dell’architettura elettrica. Per questo può comprendere generazione, accumulo e consumo flessibile nello stesso impianto.

Gli esempi più comuni sono impianti solari fotovoltaici, batterie BESS, sistemi di cogenerazione, colonnine di ricarica per veicoli elettrici, pompe di calore, gruppi elettrogeni di emergenza, apparecchiature HVAC, processi industriali controllabili e sistemi di automazione energetica. Quando diverse di queste risorse lavorano in modo coordinato, vengono generalmente considerate parte dell’ecosistema dei Distributed Energy Resources (DER).

Un sistema BTM può funzionare in modo quasi passivo — ad esempio un piccolo impianto solare — oppure essere altamente dinamico. In un’industria, un EMS può decidere in tempo reale se conviene consumare energia solare, caricare la batteria, ridurre un carico non critico, spostare un processo produttivo o esportare le eccedenze. La capacità di coordinare questi asset rende il BTM moderno qualcosa di più della generazione locale: può agire come fonte di flessibilità dietro il contatore.

Behind the Meter vs Front of the Meter

La differenza tra BTM e FTM non dipende soltanto dalle dimensioni dell’asset. Dipende principalmente dal punto in cui è collegato rispetto al contatore del consumatore e dalla sua funzione economica principale.

CaratteristicaBehind the Meter (BTM)Front of the Meter (FTM)
UbicazioneLato del consumatoreLato della rete
Obiettivo abitualeRiduzione dei costi, autoconsumo, resilienza, flessibilitàFornire servizi direttamente al sistema o al mercato
Esempio solareFotovoltaico sul tetto di una fabbricaImpianto solare collegato direttamente alla rete
Esempio BESSBatteria industriale per Peak ShavingBESS Utility Scale per arbitraggio e servizi di rete
Indicatore economicoRisparmi in bolletta + ricavi aggiuntiviRicavi di mercato o contratti

Un asset BTM può tuttavia fornire servizi esterni. Una batteria installata in una fabbrica può partecipare ai mercati della flessibilità attraverso un aggregatore oppure far parte di una Virtual Power Plant (VPP). In questo caso rimane fisicamente dietro il contatore, anche se parte del suo valore economico deriva dal sistema elettrico.

Infografica comparativa su Behind the Meter e Front of the Meter con contatore elettrico, autoconsumo, BESS, solare e asset collegati alla rete
Behind the Meter raggruppa gli asset situati sul lato del consumatore, mentre Front of the Meter comprende progetti collegati direttamente al lato della rete e del mercato elettrico.

A cosa serve Behind the Meter?

L’applicazione più evidente è ridurre la quantità di elettricità acquistata dalla rete. Un impianto solare BTM produce energia che può essere consumata immediatamente, aumentando l’autoconsumo e riducendo l’importazione. Con l’aggiunta dell’accumulo, le possibilità aumentano. Un BESS può immagazzinare le eccedenze solari, caricarsi nelle ore con prezzi più bassi e scaricarsi quando l’elettricità è più costosa. Può inoltre ridurre la potenza massima richiesta mediante Peak Shaving, una strategia particolarmente interessante quando la struttura tariffaria penalizza i picchi di potenza.

La IEA individua tra le applicazioni delle batterie Behind the Meter l’aumento dell’autoconsumo solare, la risposta alle tariffe dinamiche, la riduzione dei picchi di domanda, l’alimentazione di riserva durante le interruzioni e la partecipazione aggregata ai servizi elettrici. Negli edifici o nelle industrie con carichi flessibili, BTM può andare oltre la batteria. Un EMS può ritardare la ricarica dei veicoli elettrici, modificare i setpoint di climatizzazione o programmare determinati processi in modo che coincidano con le ore a costo inferiore o con maggiore produzione rinnovabile.

Esempio pratico: solare + BESS dietro il contatore

Immaginiamo un impianto industriale la cui domanda raggiunge 800 kW in determinate ore. L’azienda dispone di 500 kWp di fotovoltaico e di un BESS da 500 kW / 1 MWh installato dietro il contatore.

A mezzogiorno, se la fabbrica consuma 650 kW e il solare produce 400 kW, è sufficiente importare circa 250 kW dalla rete. Se in un altro momento vi sono eccedenze rinnovabili, una parte può essere immagazzinata nel BESS. Successivamente, quando la domanda sale a 800 kW, la batteria può erogare 300 kW in scarica e limitare l’importazione a circa 500 kW. Dal punto di vista del contatore, la rete “vede” un impianto con un profilo molto più stabile e una domanda di picco inferiore. Per il consumatore, i risparmi possono derivare da minori acquisti di energia, dalla riduzione degli oneri legati alla potenza, dall’utilizzo delle eccedenze e, dove consentito dalla regolamentazione, da ricavi aggiuntivi per la flessibilità.

Questo esempio mostra perché la progettazione BTM deve basarsi su dati orari o persino suborari. Considerare soltanto il consumo annuale non permette di sapere se produzione solare, accumulo e domanda coincidono nel tempo.

Di cosa ha bisogno un progetto Behind the Meter?

Un progetto BTM deve partire dal profilo elettrico reale del consumatore. Occorre conoscere consumi, picchi, orari, curve di carico, tariffe, produzione rinnovabile esistente e vincoli operativi. Senza questi dati è difficile dimensionare correttamente una batteria o determinare quanto autoconsumo aggiuntivo si possa ottenere.

Devono inoltre essere analizzati il punto di connessione interno, le protezioni, la potenza contrattuale, la qualità della fornitura, la capacità dei quadri e dei trasformatori, il sistema di misura e i requisiti per il funzionamento in parallelo con la rete. Se è possibile esportare energia, possono applicarsi ulteriori requisiti di connessione, misura e autorizzazione a seconda della giurisdizione.

Nei sistemi con più asset, il controllo diventa fondamentale. Un EMS può coordinare i setpoint tra solare, batteria, colonnine di ricarica e carichi industriali, mentre uno SCADA fornisce supervisione e tracciabilità operativa. La digitalizzazione introduce inoltre requisiti di comunicazione, cybersicurezza e qualità dei dati. Un BTM monitorato male può essere tecnicamente operativo ma perdere gran parte del proprio valore economico perché la batteria si carica nelle ore sbagliate o l’EMS non dispone di segnali affidabili.

Quando conviene un sistema BTM?

Behind the Meter risulta generalmente particolarmente interessante quando esiste una chiara differenza tra il costo di acquisto dell’elettricità e il valore della sua produzione o del suo accumulo locale. Lo stesso vale in presenza di picchi di domanda costosi, tariffe variabili per fascia oraria, elevata produzione solare coincidente con i consumi o esigenze di continuità della fornitura. In termini semplificati, la logica economica può essere espressa così:

Valore BTM = risparmio energetico + riduzione dei picchi + ricavi da flessibilità + valore della resilienza − CAPEX − OPEX − degrado

Non tutte queste componenti possono essere monetizzate in ogni progetto. Il valore della resilienza, ad esempio, può essere enorme per un data center o una fabbrica in cui un’interruzione causa perdite elevate, ma molto inferiore per un consumatore privo di processi critici. Inoltre, installare un sistema di accumulo non è sempre conveniente. Se il consumo coincide quasi perfettamente con la produzione solare e non vi sono oneri significativi legati alla domanda di potenza, una batteria può offrire pochi risparmi aggiuntivi. Allo stesso modo, se le differenze di prezzo tra le ore sono ridotte, l’arbitraggio tariffario potrebbe non giustificare il costo e il degrado del BESS.

Behind the Meter, flessibilità e aggregazione

Una risorsa BTM è generalmente piccola rispetto a un impianto Utility Scale, ma migliaia di risorse coordinate possono raggiungere una potenza considerevole. È qui che intervengono gli aggregatori e le VPP, che combinano batterie, veicoli elettrici, generazione distribuita e carichi flessibili per operare come una risorsa virtuale di maggiori dimensioni.

ACER considera l’accumulo Behind the Meter e altre risorse flessibili una componente rilevante del potenziale europeo di risposta della domanda. Il suo rapporto sulle barriere alla flessibilità evidenzia che la partecipazione effettiva dipende da segnali economici, accesso degli aggregatori, misurazione e regole di mercato adeguati. ACER.

Questo cambia il ruolo tradizionale del consumatore. Un edificio o un’industria può passare dall’essere semplicemente un punto di domanda a diventare un prosumer capace di produrre, immagazzinare, spostare e gestire energia. Behind the Meter è, in larga misura, il confine fisico in cui avviene questa trasformazione.